J. Ann - Contemporary Romance
✨ Una webnovel narae selectIl meglio delle autrici self selezionate da narae, in collaborazione con il Festival Romance Italiano.La amata nonna di Rachel le ha lasciato una mappa del tesoro che la porterà in giro per la Gran Bretagna. Brian … altro
“Il mondo è un libro e chi non viaggia ne conosce solo una pagina.”
– Sant’Agostino
Documenti: presi. √
Caricatore cellulare: preso. √
Carta di credito: presa. √
Calzettoni pesanti: presi. √
Taccuino per appunti: preso. √
Continuo la mia check list fino a quando, soddisfatta di non essermi dimenticata nulla, mi siedo sul divano con un libro e una tisana.
Non sono fissata con le liste né con l’ordine, ma viaggiando molto per lavoro, cioè viaggiando come lavoro, devo essere super organizzata. Perché? Per evitare di dimenticarmi cose fondamentali a casa o negli hotel e B&B di tutto il mondo.
“Mi raccomando stai attenta. Chiama appena arrivi e poi quando ti sei sistemata. Mi fai sempre stare in ansia con questo tuo lavoro…”
Mamma sbuffa le sue solite raccomandazioni che celano – neppure troppo velatamente – il disappunto per la mia occupazione, anzi per il mio stile di vita in generale, potrei aggiungere.
“Sì, mamma, come sempre. Starò attenta nella giungla della campagna dell’Hampshire e ti chiamerò appena arrivo. E ti manderò un messaggio quando mi sarò sistemata. Stai tranquilla” la rassicuro e abbraccio mio padre all’entrata della stazione Victoria dove mi hanno accompagnata; mi dirigo verso la carrozza del treno che mi porterà da Londra fino alla cittadina di Winchester, trolley alla mano e la mia fidata borsa da viaggio piena di tasche e taschine in cui posso infilare i documenti e tutto quello che mi può servire seduta stante. Ripeto: mi piace essere molto organizzata. Qualche problema? No? Ok, bene.
Sul treno trovo subito la mia poltrona, rigorosamente lato finestrino, caratteristica dei sognatori o almeno così dicono. Sistemo le mie cose sulla cappelliera e mi accomodo. Tiro fuori il libro, il cellulare con gli auricolari, nel caso volessi ascoltare un po’ di musica, e il mio fidato taccuino.
Chiamatemi pure old fashion ma io amo scrivere gli appunti per i miei articoli a mano, su carta, per sentire il fruscio che fa la penna mentre scivola veloce sulla pagina di un blocco che mi ha regalato tanti anni fa mia nonna per il mio primo libro: è sempre stata una mia grande sostenitrice e ha sempre creduto che prima o poi avrei scritto un romanzo. Adoravo mia nonna e adesso che non c’è più mi manca moltissimo. Come ci piaceva dire, era mia nonna di cuore: abitava nella casa accanto alla nostra e io sono praticamente cresciuta con lei, non avendo mai conosciuto i miei veri nonni, morti tutti prima che nascessi. Per me lei è stata mia nonna e io per lei sua nipote. Nonna Grace non aveva una sua famiglia, niente marito, niente figli. Così siamo diventate l’una la famiglia dell’altra. Anche i miei genitori l’adoravano.
La peculiarità del blocco per appunti che mi ha regalato è quella di essere rilegato come fosse un volume antico e questo lo rende ancora più prezioso ai miei occhi. Non lo lascio un momento, è sempre con me, ovunque io vada.
Il treno si sta muovendo, in perfetto orario.
Ottimo, davanti a me non si è seduto nessuno: potrò stendere le gambe e farmi gli affari miei.
Non faccio in tempo a rilassarmi che tutto trafelato arriva un ragazzo che si siede sul sedile di fronte al mio: come non detto.
Mi saluta con un cenno della testa e tira fuori il cellulare e gli earpods.
Da dietro i miei occhiali lo osservo cercando di non essere vista. È un bel ragazzo, avrà qualche anno più di me. È altissimo, pure troppo direi, infatti allungando quelle gambe chilometriche mi urta, chiedendomi però subito scusa. Almeno è educato.
Andiamo avanti con la sua radiografia: i capelli castani sono molto corti, un taglio quasi da militare; gli occhi, invece, sono decisamente particolari. Mentre guarda fuori dal finestrino con la luce di un timido sole che gli inonda il viso, sembrano di un colore indefinito, un nocciola molto chiaro, quasi caramello, con delle venature tendenti al verde. Davvero caratteristici.
Si gira di scatto verso di me e io abbasso subito lo sguardo. Noto che sta guardando il mio quaderno per gli appunti, così lo metto via: sono molto gelosa di questo oggetto, anche perché in esso vi è riportato tutto il mio lavoro.
Il mio sconosciuto compagno di viaggio inforca un paio di occhiali da sole e si mette comodo, come per schiacciare un pisolino. Poco dopo lo imito e, con gli auricolari nelle orecchie, mi abbandono al dondolio del treno che mi accompagna in un sonno tranquillo. Non dopo essermi abbracciata alla mia borsa, ovviamente.
Mi sveglio di soprassalto poco prima di entrare nella stazione di Winchester e del ragazzo di fronte a me neppure l’ombra: forse si sarà già alzato per essere tra i primi a scendere.
In dieci minuti a piedi dalla stazione arrivo al B&B che mi è stato prenotato da Natalie, la segretaria della rivista per cui lavoro, che ha un gusto impeccabile e riesce sempre a scovare ottime offerte qualità/prezzo per le sistemazioni di noi giornalisti.
***
Lo storno ametista ha fatto il nido. Il Drago di San Giorgio ha preso il volo.
Dopo aver comunicato con il mio superiore, salgo al volo sul vagone del treno che mi porterà a Winchester. Sto seguendo una ladra – nome in codice “storno ametista” – che ha sottratto al British Museum un antico manoscritto di viaggi di oltre quattrocento anni fa. Come sempre, quando avvengono furti del genere in musei come quello di Londra, tra i più famosi al mondo, chiamano noi, gli “Indiana Jones” degli anni duemila.
La nostra organizzazione comprende degli investigatori privati molto particolari: abbiamo tutti un’ampia formazione storica e archeologica, nonché militare. Siamo altamente qualificati per ogni tipo di situazione: dalle tombe dei faraoni in Egitto agli inseguimenti nelle maggiori capitali del mondo a bordo di qualsiasi mezzo che abbia almeno due ruote.
Di solito contattano noi, e non la polizia, quando le persone coinvolte non vogliono che la notizia diventi di dominio pubblico e preferiscono tenerla segreta il più possibile. La discrezione, infatti, è la nostra priorità.
Come i veri agenti segreti, anche noi abbiamo un nome in codice che ci siamo scelti da soli. Io sono il “Drago di San Giorgio”: sono parecchio patriottico – da qui San Giorgio – e sono molto possente fisicamente – perciò drago –.
Non possiamo usare i nostri veri nomi perché ci troviamo spesso e volentieri a essere tracciati e registrati a nostra volta. Quindi dobbiamo essere sempre cauti nelle comunicazioni.
Sto seguendo questa presunta ladra, che si fa chiamare Purple, per una sua ossessione del colore viola a quanto pare, e infatti ha con sé una borsa porta pc di quel colore, da cui non si separa mai.
È stato proprio il curatore del British Museum a suggerirci di partire da lei. Il volume trafugato è una delle prime guide turistiche ritrovate e questa Purple, una giornalista di viaggi, è nota per fare ricerche approfondite prima di scrivere i suoi pezzi e per inserire in essi aneddoti molto particolari e originali: quindi sarebbe verosimile se avesse voluto usare il libro per seguire le tappe e le indicazioni in esso riportato. Inoltre ha un precedente: qualche anno fa fu incriminata, e poi scagionata, per aver preso in prestito un po’ più a lungo del consentito un libro molto antico per studiarlo e fotografarlo per la sua rubrica. In quell’occasione alla fine riconsegnò il volume intatto e tutto finì senza ulteriori strascichi giudiziari.
Abbiamo tracciato per parecchi giorni i suoi spostamenti e il suo cellulare, nonché controllato le sue e-mail, scoprendo che oggi avrebbe preso un treno alla stazione Victoria di Londra diretto a Winchester.
Appena l’ho individuata mi sono seduto davanti a lei.
Non ha l’aria minacciosa il nostro storno ametista, in realtà, ma forse proprio per questo non riusciamo a metterle il sale sulla coda.
È bassina, biondina, occhi azzurri e un paio di occhiali a farle da corazza. Un po’ scialba e assolutamente banale come donna. Individuo subito il manoscritto che tiene stretto a sé e che ripone veloce nella borsa. Non la molla mai, la borsa, e così al momento non riesco a sottrargliela.
Poco prima di entrare nella stazione di destinazione mi alzo e mi allontano: cercherò di seguirla senza essere notato. Anche se non è facile per me nascondermi tra la folla, a causa del mio metro e novanta o della stazza non proprio da mingherlino, frutto di Madre Natura e di un allenamento costante: non di rado, infatti, ci alleniamo con i veri 007 di Sua Maestà. In passato anche la Regina più volte si è rivolta a noi per recuperare, in assoluta riservatezza, tesori appartenenti alla Corona sottratti anche secoli fa.
A ogni modo nel corso degli anni ho imparato a mimetizzarmi perfino alla luce del sole, grazie a travestimenti azzeccati e studiati.
Scendo a Winchester da un altro vagone in modo che Purple non mi veda. Ma io vedo lei e tanto basta.
Inizio a seguirla.