Belle Landa - Contemporary Romance
✨ Una webnovel narae selectIl meglio delle autrici self selezionate da narae, in collaborazione con il Festival Romance Italiano.Maxine Miller, archeologa e ladra di tombe come il padre, si trova a lavorare per Jackson Hill, uomo d’affari che vende antichi … altro
Londra, King’s College – 2012
Entro trafelata nell’aula di Storia antica. È la terza volta che mi capita di essere in ritardo in quindici giorni. Il professor Cavill già poco mi sopporta, così rischio proprio di farmelo nemico. Stranamente non è ancora arrivato e riprendo a respirare.
“Permesso!”
Mi faccio largo tra gli studenti già seduti rischiando di schiacciare diversi piedi. Mentre mi accomodo sento gli occhi di tutti i presenti addosso. Lo so, sono paranoica, qui a Londra non mi conosce nessuno e il mio cognome non attira sguardi disgustati.
Eppure, non posso fare a meno di domandarmi: “E se invece qualcuno lo sapesse?.”
E se qualcuno avesse letto i giornali, avesse guardato un telegiornale o un approfondimento? In fondo, siamo studenti di storia e certe notizie dovrebbero farci gola. Non è così assurdo.
Scaccio i brutti pensieri. Sotto il cappotto e la sciarpa sono sudata fradicia. Mi tolgo il superfluo, anche se ormai sono tutta appiccicosa, dando una clamorosa gomitata al vicino.
“Oddio, perdonami!.”
Un grugnito mi fa capire che non accetterà di buon grado le mie scuse. Pazienza. Nonostante mi sia tolta due strati ho ancora caldissimo. Il tempo londinese non aiuta. Abituata al caldo californiano, in un primo momento la pioggia è stata anche un simpatico diversivo, ma ora inizia a essere troppo. Troppo bagnato, troppo umido, troppo grigio.
Ormai frequento il King’s College da un mese dei sei previsti. Mi sono ambientata anche se non ho stretto alcun legame. Scappare da San Jose e dall’università non è stata proprio una scelta e la possibilità di un semestre all’estero l’ho afferrata al volo. Inoltre, posso concentrarmi sugli studi in uno dei più prestigiosi college con un reparto di Storia antica di tutto rispetto. Sto ancora rimuginando quando fa il suo ingresso il professore… ma non è Cavill.
È più giovane, più alto, più attraente. Un brusio si diffonde tra la platea.
“Quello è l’assistente di Cavill! È peggio del vecchio!” bisbiglia la ragazza biondissima che mi è seduta davanti.
Il tizio con molta calma si leva il cappotto, appoggia la valigetta e accende la lavagna luminosa schiarendosi la voce.
“Buongiorno a tutti. Oggi il professor Cavill è assente e lo sarà con molta probabilità per il resto del semestre. Io sono Preston O’Neill, il suo assistente, lo sostituirò per l’intera durata della sua assenza. Domande?.”
Tutti tacciono, non so se per compiacerlo o per semplice terrore. Cosa c’è di peggio di un vecchio e scorbutico professore? Uno nettamente più giovane e ancora più stronzo!
“Bene. So che con il Professore avete trattato l’epoca romana. Personalmente, non sono un amante di questo popolo.”
Fa una breve pausa a effetto. Che peccato! Io li adoro e sono molto ferrata. Speriamo che non passi subito agli Egizi. Una popolazione che non mi fa impazzire.
“Forse qualcuno saprà dei miei studi in Egitto. Ho partecipato ad alcuni scavi che hanno riportato alla luce degli incredibili reperti. Per cui, direi di iniziare da lì.”
“Figuriamoci!” borbotto con uno sbuffo.
“Chi ha parlato?.”
O’Neill, indispettito, si è drizzato e osserva nella nostra direzione.
“Lei!.”
Il mio vicino di posto, forse ancora scocciato per la gomitata, fa la spia.
Sono incredula.
“Si alzi e ci renda partecipi!” mi ordina spazientito.
Piano mi tiro in piedi, tra le risatine dei miei compagni e il mio imbarazzo in crescita esponenziale.
“Ha qualcosa da ridire sull’argomento della lezione di oggi?” chiede allargando le braccia e dandomi la parola.
“Ma io… in realtà…” mi si è prosciugata la saliva e i neuroni sono fuggiti.
“Non si preoccupi, siamo in democrazia. Mi dica pure cosa le passa per la testa!.”
Sembra cordiale ma il suo sguardo dice tutt’altro. Vorrebbe fucilarmi, ne sono certa. Uno che ha lo sguardo da dittatore omicida non dovrebbe essere anche così sfacciatamente attraente.
“Io credo che… beh insomma… in pratica penso che gli Egizi siano un popolo… sopravvalutato” chiudo gli occhi e percepisco il brusio.
Conto fino a tre e poi mi butto a ruota libera.
“Praticavano atti barbarici, hanno inasprito la schiavitù e non sono stati in grado di sopravvivere nel tempo tanto che la loro civiltà ha rischiato di scomparire” blatero senza prendere fiato.
O’Neill mi osserva in silenzio, con uno sguardo severo. Si appoggia piano alla scrivania per poi riprendere la parola.
“E mi dica, di quale argomento parlerebbe se fosse lei la relatrice oggi?” mi sfida ironico.
Prendo un respiro per incoraggiarmi, cerco di mantenere un contatto visivo per non far trapelare tutto il mio disagio. Quegli occhi azzurri mi terrorizzano. Pessima, pessima idea fissarlo. Ma non è troppo giovane per fare l’assistente, aver viaggiato, partecipato a scavi? In fondo quanti anni avrà? Una decina più di me?
“Trovo che le civiltà azteche e maya, per la loro estraniazione agli altri popoli e per i luoghi in cui hanno vissuto, abbiano esternato capacità incredibilmente avanzate, poco studiate e degne di nota” mi stringo le braccia attorno alla vita.
“E continui, compiere sacrifici umani rientra nelle capacità di un popolo evoluto?” sente di avermi in pugno, ma io proprio non gliela voglio dare vinta.
Insomma, è solo un assistente con un curriculum da paura.
“Niente che anche gli Egizi non compissero quotidianamente, Professor O’Neill.”
Una luce nei suoi occhi mi fa dedurre di essere colpito dalla mia prontezza di risposta, ma è solo un attimo, perché poi torna severo e scocciato: “Capisco, anche se non condivido la sua visione, Signorina…” chiede appoggiando le braccia alla scrivania.
Quelle spalle da nuotatore se l’è fatte a furia di scavare nel deserto africano?
“Max. Max Miller, dalla California..”
Al mio presentarmi il volto di O’Neill cambia colore.
Deve aver fatto due più due, cazzo.
“Beh, signorina Miller dalla California. Mi spiace perché dovrà sorbirsi due ore di lezione sulla mummificazione e la sepoltura egizia, ma capisco che siano argomenti forse troppo noiosi per chi è cresciuto a pane e predatori di tombe! Può accomodarsi.”
Rossa in viso e incazzata mi butto sulla seggiola tra il brusio e gli sguardi curiosi degli studenti del mio corso.
Ma come diavolo l’ha saputo!