April K. Jones - Dark Romance
✨ Una webnovel narae selectIl meglio delle autrici self selezionate da narae, in collaborazione con il Festival Romance Italiano.Ryan Byrne è cresciuto ai margini di una vita solitaria. Danclaire l’ha marchiato come rifiutato, per questo lui ha creato la sua … more
Ci sono storie che non andrebbero raccontate, né sussurrate nella notte, tra il buio e le stelle.
Ci sono verità che non possiamo sopportare, quelle che ci strappano via l’innocenza e ci lasciano con cicatrici invisibili. E poi ci sono segreti che devono rimanere tali, nascosti nelle ombre, lontani dagli occhi del mondo.
Lo ricordo mentre strappo i fogli che avrei dovuto firmare. Frammenti di una vita che avrei dovuto accettare, in cui loro mi avrebbero garantito protezione e io, in cambio, avrei assicurato prestigio e soldi.
Mia madre mi fissa da interminabili minuti, in piedi al centro della mia stanza. Le braccia conserte, il mento alto, gli occhi d’ambra gelidi e carichi di rabbia. La chioma castano scuro le ricade perfettamente sulle spalle, tagliata con precisione, senza un capello fuori posto. Perfino le punte sono identiche al millimetro.
“Non ti permetterò di sprecare la tua vita, Lyv. Non andrà come credi. Non puoi prendere un impegno e poi ripensarci, come se la volontà degli altri valesse meno della tua. Stai commettendo un grosso errore. Cosa penserà la città di noi? Come puoi non preoccuparti per me?”
La sua voce, solitamente controllata, ha un tremolio che non le è proprio. Non posso darle ascolto. Non posso darle ragione. Non stavolta.
Inspiro piano e fisso i suoi occhi di ghiaccio.
“Io non posso. Ho sempre fatto quello che mi hai chiesto, ma questa volta mi tiro fuori. E non m’importa di quello che diranno gli altri. Questa sera, alla festa per il mio compleanno, metterò fine a questa farsa.”
Le sue spalle si abbassano di un millimetro, il respiro le trema nel petto.
“Tutta Danclaire parlerà di noi. Distruggerai la nostra immagine agli occhi delle più importanti città del nord America.”
Avanza di un passo. “Puoi avere tutto, perfino questa città ai tuoi piedi!”
Odio quando mi urla in faccia. Quando mi tratta come se fossi un’ingrata, incapace di capire cosa sia meglio per me.
Ha paura che io non sia in grado di prendermi cura degli affari di famiglia?
Sì.
Capiranno, gli altri, il motivo per cui sto scegliendo me?
Assolutamente no.
Non sa farlo neanche lei.
Sul pavimento, sparsi ovunque, ci sono i resti dell’accordo matrimoniale che avrei dovuto firmare. Stralci di carta preziosi per qualunque ragazza di Danclaire; un contratto che avrebbe preservato il mio nome per generazioni. E io, Lyv O’Connor, l’ho appena fatto a pezzi.
Mamma ha tutta l’aria di chi sta per urlare mi stai rovinando la vita e so già che quel misto di dissenso e preoccupazione non lascerà presto i suoi occhi.
“Vuoi davvero farlo, Lyv?” La sua voce si fa più sottile. “Sta' attenta… questa città non perdona. E sa essere crudele.”
Le parole le scivolano dalla bocca come se mi avesse tirato addosso una maledizione, la sicurezza con cui le ha dette mi agita, ma lei è così, le piace far leva sulle mie insicurezze.
Odia ogni tocco personale che posso dare alla mia vita, le calze a righe nere sotto il vestito schifoso pieno di merletti che devo indossare per il party; le sneakers al posto dei tacchi; le sfumature viola che avrei voluto ai capelli e che purtroppo mi ha negato. Pena: il blocco della carta di credito. Adesso però basta, adesso è tutto troppo e sto per impazzire.
“Quello che vuole Danclaire non è un mio problema. Io non mi sposerò.”
Sono la sua unica figlia.
Sono la peggiore.
Ma nascere ribelli, e assetati di libertà, deve pur avere un prezzo.